Il paese oggi

San Pietro di Morubio ad oggi

San Pietro di Morubio, comune della BassaVeronese, si colloca a nord di Legnago (circa 9 Km), a est di Bovolone (circa3Km), a sud di Roverchiara (circa 3Km) e a ovest di Angiari (circa 3Km).

Il suo territorio pianeggiante, posto a 19 metri sullivello del mare, dista 2 Km a ovest del fiume Adige e circa 20 Km a nord delPo.

Lo percorrono alcuni corsi d’acqua, un tempoimportanti vie di comunicazioni soprattutto per le merci; altri con il temposono stati interrati. Tra questi rivestono una certa importanza la Nichesola(un tempo “Fossa Sancti Petri”), in seguito ampliata dai nobiliNichesola da cui il nome; quindi la “Bracca” che scorre quasi anord del paese; la “Canossa”, uno scolo, tracciato e voluto dainobili Canossa nel ‘700, per liberare gli acquitrini attorno al paesedi Isola Rizza (allora Porcarizza) e nello stesso tempo per alimentare lerisaie che all’epoca si estendevano nel territorio della Bassa; quindiil “Gazolo-Fociara”, altro scolo, quasi parallelo alla Canossa eultimamente ampliato dall’ente “Valli Grandi” allo scopo dievitare gli stagionali allagamenti delle campagne a seguito degli uraganiestivi. E ancora il “Dugale”, così chiamato per essere viad’acqua di transito delle varie autorità ducali veneziane e dellemerci, soprattutto, della Serenissima; la “Fossa del Vescovo”,oggi collegata allo scolo Canossa attraverso il territorio di Bonavicina eBorgo, e così chiamata perché nei tempi andati transitata dal vescovo diVerona, quando compiva le visite pastorali nella zona.

In quel di Borgo, dato il suo regolare flusso,funzionava un mulino ad acqua.

La superficie del territorio del comune di San Pietrodi Morubio è di Kmq 16.02 (censimento 2001); e secondo lo stesso censimentola popolazione è di 2.848 abitanti con una densità di 178 abitanti perchilometro quadrato.

Lo stemma del Comune è rappresentato dalla ruota diun timone di un’imbarcazione che si eleva sopra le acque. Esso puòessere ricondotto al fatto che il territorio, soprattutto nel passato, erapercorso da vari corsi d’acqua. Si aggiunga poi la circostanza che ilnome del Comune, San Pietro, richiama l’apostolo Pietro, di professionepescatore il quale aveva a che fare con le imbarcazioni. Si tratta disupposizioni perché dagli archivi non è finora emerso nulla.

Riguardo alla denominazione, San Pietro di Morubio,essa risale a circa cinque secoli addietro. Prima era chiamato“Murogiolo” o “Marugiolo”. Taluni la fanno risalirealla intensa coltivazione del gelso (in dialetto moraro), a motivodell’allevamento in zona del baco da seta il quale si nutre dellafoglia di tale pianta. Una tesi poco sostenibile perché Murogiolo appare findal 1.555 quando tale allevamento non era ancora diffuso; e quindi non erastato messo a dimora in maniera intensa il gelso. Altri, come il prof.Agostino Pettenella, ritengono che il nome sia originato dalla nobile casataRubiani, residente nell’omonima via. Altra ipotesi, quella chericonduce alle cinte murarie (muretti) lungo le vie attraversate dallelegioni imperiali. Una via infatti a Bonavicina è chiamata“Muri”.

Bonavicina, fino al 1874 Malavicina, sembra che ladenominazione sia da riferirsi al fatto d’arme di certo Bonetto,capitano al soldo degli Scaligeri (1337) (vedi lo storico ing. Bresciani) il quale dopo una sconfitta contro i Visconti, favorita anche dal popolo della zona, bollò questo villaggio “malus vicus” (cattivo villaggio).

 

L’economia del Comune nel passato poggiava quasi esclusivamente sull’agricoltura, andata sempre più aggiornandosi secondo le richieste del mercato. Dalla coltura dei cereali, di pochi ortaggi; e dall’allevamento del bestiame, una parte del quale usato come forza lavoro, tipici dei secoli XV -XVI, a cominciare dai secoli XVII e XVIII ci fu un forte incremento della coltura del riso, favorita dall’abbondanza delle acque; e dall’allevamento del baco da seta il cui prodotto veniva venduto alle filande della Brianza di manzoniana memoria. Molto più tardi nel Veneto (in particolare a Vicenza e a Verona) si sviluppò un’industria tessile. Con il ‘700, come in tutta la regione, anche nella nostra zona si intensificò la coltura del granoturco, così chiamato perché tutte le novità che arrivavano nei porti della Serenissima si credeva provenissero dalla Turchia, punto primario di riferimento commerciale dell’imprenditoria veneziana. In realtà il nuovo prodotto assieme alla patata, al pomodoro e altro ancora arrivò dal Nuovo Mondo (l’America). Il granoturco entrò di prepotenza nella nostra agricoltura perché maggiormente produttivo del frumento e quindi più idoneo a sfamare la popolazione. Nel secolo XIX incontrò fortuna la coltura della barbabietola, del ricino, e più tardi del tabacco.

Attualmente l’economia agricola, pur mantenendo vive certe produzioni tradizionali, cerca di rispondere alle richieste di un mercato sempre più globale. Di qui l’allevamento

di bovini da carne; di quello avicolo condotto con sistemi tecnologici moderni Negli ultimi decenni del secolo XX, appena trascorso, ha avuto incremento l’artigianato del mobile d’arte, soprattutto nella frazione di Bonavicina, più vicina ai centri di Cerea e Bovolone, trainanti tale attività nella Bassa Veronese.

A San Pietro di Morubio per un decennio ha dato sostegno all’economia la produzione di funghi e più tardi un’industria di concimi naturali, alla base dei quali sta lo smaltimento della pollina, il letame fornito dagli allevamenti avicoli.

Ultimamente s’è inserita un’industria produttrice dell’olio di soia, ricavato da tale cereale; e oggi in fase di trasformazione per produrre carburante biologico vegetale.

A cavallo tra il XX e il XXI secolo, le amministrazioni comunali Vinerbini hanno inserito lungo la Superstrada 434 una nuova zona industriale-commerciale, operando così il congiungimento con quella di Angiari; e, auspice il Comune, la Provincia ha provveduto a collegare, mediante una veloce arteria stradale, la statale Verona-Bovolone-Cerea toccando la precedente zona industriale-artigianale tra Bonavicina e San Pietro di Morubio per arrivare alla 434, e quindi alle citate zone industriali e commerciali di San Pietro di Morubio Angiari e Roverchiara.

Da una decina di anni infatti funziona il Consorzio intercomunale “Destra-Adige”, comprendente i comuni di Angiari Isola Rizza Roverchiara e San Pietro di Morubio con sede nella restaurata villa Verità, sita a San Pietro di Morubio e , in precedenza, già sede di quest’ultimo, prima di trasferirsi a villa Gobetti circa 30 anni fa.

Nell’ultimo scorcio degli anni ’90 del XX secolo è stata rimodernata la “Casa di Riposo Gobetti”, trasformata poi in “Fondazione”, attualmente con 70 ospiti; ed è in atto il progetto di un ampliamento,così da arrivare a 90 presenze. Il personale occupato è di circa 40 unità.

Il nuovo PRG (Piano Regolatore Generale), approvato nei primi anni 2000, ha aperto nuovi e futuri insediamenti civili e produttivi. I primi tra via Motta-Ferdinando Caracciolo e via Larga; e tra via Valcarezze e Fraccaroli; i secondi lungo la direttrice del corso Nichesola, andando così a congiungersi con gli ultimi già funzionanti.

Altro fatto l’ampliamento della piazza Roma in capoluogo, dopo l’acquisizione da parte dell’Amministrazione comunale della villa Guerra con relativo parco. A Bonavicina è stato costruito un immobile in piazza Marconi, sede di una mostra permanente dei prodotti dell’artigianato locale e anche di altre zone limitrofe; e sempre in piazza Marconi da un edificio obsoleto, un tempo adibito ad altri usi e, dopo aver superato difficoltà burocratiche, si sono ricavati abitazioni di uso civile.

Nel settore educativo, oltre alla scuola primaria con sede nell’edificio scolastico di Bonavicina, intitolato a Carlo Alberto Pasti, e in parte in quello di San Pietro di Morubio, funziona in capoluogo la scuola media statale, dipendente da quella di Cerea, fornita di varie strutture (laboratori, palestra e quant’altro, compresa la mensa alunni). Operano pure due scuole materne: la prima in capoluogo, intitolata a Don Giuseppe Fattori, con annesso un asilo nido da anni ben funzionante; la seconda a Bonavicina, intitolata a “Marcello Pasti”.

Gli adolescenti frequentanti le scuole superiori di Legnago o di Cerea fruiscono di un servizio di trasporto APT, messo in atto dall’amministrazione comunale; così come quello all’interno del comune per gli alunni della scuola dell’obbligo. Nel settore sportivo si sono organizzate squadre di calcio e palla a volo per adolescenti, usufruendo dei campi sportivi comunali e della palestra.

Le parrocchie di entrambe le comunità con le loro strutture (Casa della gioventù-teatro-scuole di religione) supportano varie attività socio-culturali, coinvolgenti diverse fasce di persone.

All’interno della Proloco agiscono vari gruppi con intenti ricreativi e educativi (gruppo-sagra, donatori di sangue e di organi, gruppi ecologici) ai quali partecipano iscritti a più associazioni, come gruppo Alpini e Combattenti e Reduci. Questi ultimi promotori delle ricorrenze celebrative degli eventi più significativi della Patria.

Il Comune con il concorso della cittadinanza ha attivato con successo la raccolta differenziata “porta a porta” dei solidi urbani.

Non vanno dimenticati i campi giochi per bambini e adolescenti aperti in entrambe le comunità.